Gli esseri umani sono fatti principalmente di storie. Per questo motivo da sempre i racconti, le mitologie, gli avvenimenti del passato sono stati tramandati attraverso i secoli in forma orale e scritta.
Ancora oggi le storie sono una parte fondamentale della nostra vita e non possiamo farne a meno, ma al tempo stesso l’avanzamento delle tecnologie ha consentito di avere nuovi modi di raccontare storie e nuovi contenitori in cui inserirle. Accanto ai racconti orali e ai libri sono arrivati la radio, il cinema, la televisione, quindi internet e tutte le forme digitali d’espressione come video e podcast.
La nuova frontiera del racconto, soprattutto nel mondo business, è rappresentata dal Data Storytelling. Una nuova forma di racconto in cui i numeri diventano concreti e raccontano storie, permettendo di comunicare meglio non solo le attività ma anche i valori e le possibilità delle aziende.
Ma come si possono usare i dati per raccontare storie?

I dati e i racconti, un processo di scambio continuo

Una delle grandi difficoltà nel raccontare i propri risultati e le proprie aspettative sta nel dover ricorrere a numeri e formule, che per la loro natura possono risultare complessi da comprendere o da spiegare. Quando invece affianchiamo ai numeri una parte di racconto, o di visualizzazione del dato, cambia completamente la percezione di chi ci sta di fronte e tutto diventa più fluido.
Possiamo dire che allo stesso tempo i dati prendono forza dai racconti, e i racconti traggono maggiore forza dai numeri su cui si basano.
In un’intervista al Sole 24 Ore Giorgia Lupi, tra le più note information designer al mondo, definisce “Data humanism” questa tendenza al mischiare numeri e racconti: “L’obiettivo è riconnettere questi numeri astratti a quello che rappresentano, che sono sempre storie di uomini. I dati sono un mezzo per capire un mondo complesso, non il fine: non dobbiamo mai perdere di vista quello che si trova dietro ai numeri, e per progettare strumenti e storie efficaci dobbiamo imparare a guardare attraverso di essi”.
Un processo che presuppone l’interdisciplinarietà, e non stupisce che, insieme a Lupi, lavorino nello stesso team decine di professionisti che provengono dai mondi più diversi: dai data specialist agli illustratori, dai copywriter agli esperti di Business Intelligence.

Diverse aziende tra le più importanti al mondo stanno introducendo il Data storytelling all’interno delle loro attività, vediamone alcune.

Walmart e l’inclusione

Walmart, colosso della grande distribuzione con i suoi oltre 12.000 punti vendita e i suoi 2 milioni di dipendenti, ha deciso di affidarsi al Data Storytelling per raccontare in che modo le persone vengono coinvolte all’interno della vita dell’azienda, andando oltre le consuete comunicazioni su fatturato e obiettivi che solitamente vengono mostrate.
Ha deciso di usare i dati in maniera innovativa raccontando quali sono le politiche rivolte alla parità di genere e all’inclusione all’interno della propria forza lavoro, mostrando non soltanto delle semplici idee ma degli obiettivi raggiunti concretamente.

Axa Italia e la sostenibilità

In occasione della conferenza sul clima di Glasgow, Axa Italia ha prodotto un innovativo report sulla sostenibilità dell’azienda, mostrando attraverso i dati come sia necessario avere un impatto e avere cura dei problemi ambientali anche quando ci si occupa di altri ambiti. La necessità di utilizzare in maniera adeguata le risorse è stata raccontata nel report mettendo assieme dati e storie.

Spotify e le scelte musicali

L’industria dello streaming e in generale quella dell’intrattenimento è tra le principali utilizzatrici del Data Storytelling, grazie anche all’incredibile mole di dati prodotta ogni giorno dagli utenti.
Ogni fine anno, a partire dal 2016, Spotify crea il cosiddetto “Spotify Wrapped”, un modo per mostrare a ogni ascoltatore quali sono stati i suoi consumi musicali durante l’anno. Non mostra però soltanto numeri semplici da calcolare come le ore di utilizzo oppure la canzone più ascoltata, ma traccia un vero e proprio profilo dell’utente mostrandogli il mood e il genere musicale che maggiormente lo rappresenta.

Perché il Data Storytelling è importante

Secondo una ricerca di Gartner, il Data Storytelling sarà il modo più diffuso per fruire dei dati entro il 2025, e una larga parte della creazione dei racconti verrà dalle macchine e dalla capacità sempre maggiore dell’Intelligenza Artificiale di imparare a tradurre in storie quello che si trova nascosto nei numeri.
Rendere concreto e visibile qualcosa di astratto come i dati aiuterà anche le aziende a prendere decisioni migliori e a farsi conoscere maggiormente all’esterno. Imparare a comunicare diventa così ancora di più una skill fondamentale all’interno di ogni settore produttivo, poiché sarà necessario adeguare il racconto di sé alle nuove richieste dei consumatori, dei clienti e dei fornitori.
Inoltre, riuscire a raccontare i numeri in maniera comprensibile renderà possibile l’accesso a più persone, che potranno capire meglio il mondo attraverso questo mix di storie e dati analitici. Un grande passo avanti che permetterà di avere delle aziende vissute non più soltanto come produttrici di beni e servizi, ma come parte fondamentale dell’ecosistema e dal volto più umano.

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Photo by Nong V on Unsplash

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